Nel dibattito pubblico si parla spesso di risorse per la scuola, troppo spesso in termini di carenze.
Carenze che i dirigenti scolastici conoscono bene: aule che necessitano manutenzione, servizi essenziali spesso a rischio (carta igienica, sapone, riscaldamento), laboratori da aggiornare, dispositivi da rinnovare.
Eppure, accanto ai canali istituzionali tradizionali, esistono forme di micro-finanziamento compatibili con la missione educativa, in grado di generare valore reale senza compromettere l’identità della scuola.
Una di queste è la valorizzazione controllata degli spazi informativi interni attraverso affissioni selezionate.
In questo articolo analizzeremo come questo modello possa rafforzare l’autonomia delle scuole, sostenere il benessere studentesco e didattico e attivare partnership etiche, trasparenti e rispettose.
Una premessa importante: la pubblicità non è un intruso, se è selezionata
C’è un timore diffuso, e legittimo: quello che introdurre messaggi pubblicitari nelle scuole significhi aprire la porta a logiche commerciali non coerenti con l’ambiente educativo.
Ma c’è un’altra possibilità, molto più interessante: trasformare la comunicazione in risorsa, a patto che sia progettata, autorizzata e valutata con criteri chiari.
Oggi molte scuole italiane, grazie a reti come PopScreen, hanno attivato collaborazioni che generano piccole entrate periodiche, utili per spese concrete, senza oneri amministrativi aggiuntivi e con piena autonomia decisionale.
Quali risorse può attivare una scuola?
L’uso controllato e limitato degli spazi per affissioni può generare risorse variabili in base a numero di impianti, periodo e tipologia di campagna, ma spesso sufficienti per:
- acquistare materiale di consumo
- integrare dotazioni tecnologiche
- finanziare progetti laboratoriali
- coprire manutenzioni minori
- sostenere attività extracurricolari (sport, teatro, eventi)
- stampare materiali per gli studenti (opuscoli, agende, calendari)
Per molti istituti, si tratta di importi che fanno la differenza proprio sulle piccole cose, quelle che migliorano la qualità dell’esperienza scolastica quotidiana, ma che spesso non rientrano nei bilanci ordinari.
Come funziona un modello etico di affissione scolastica
Un modello di comunicazione rispettosa nelle scuole si fonda su tre pilastri:
- Autorizzazione esclusiva da parte del Dirigente scolastico, previa visione dei contenuti e valutazione di coerenza con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
- Contenuti selezionati, con valore educativo, culturale o orientativo, escludendo rigorosamente qualunque messaggio commerciale invasivo o non adatto al contesto scolastico.
- Contributo economico alla scuola sotto forma di compenso simbolico o materiale (attrezzature, fornitura, servizi), regolarmente tracciato e documentato.
La rete PopScreen, ad esempio, propone un sistema trasparente dove gli impianti vengono installati e gestiti a costo zero per l’istituto, mentre la scuola riceve un contributo in base alle campagne effettivamente realizzate.
Esempi concreti: dove finiscono le risorse raccolte
Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione tra scuole e rete PopScreen, sono stati realizzati:
- Interventi di ripristino impianti igienico-sanitari
- Acquisto di monitor per LIM e software educativi
- Ristampe di materiale scolastico con logo dell’Istituto
- Finanziamento di attività sportive extrascolastiche gratuite
- Piccole borse libri per studenti in difficoltà economica
Tutto ciò senza intaccare fondi pubblici o sovraccaricare il personale amministrativo, perché le pratiche vengono gestite interamente dalla concessionaria.
Un’opportunità per le scuole, non un obbligo
Nessuna scuola è tenuta ad accettare affissioni. Ma ogni scuola può scegliere se farlo, caso per caso, con piena autonomia.
E nel momento in cui la Dirigenza decide di attivare questa possibilità, può anche definire i propri criteri:
- Temi ritenuti idonei (es. cultura, orientamento, ambiente)
- Target di riferimento (solo quarte e quinte, o intero istituto)
- Frequenza massima delle campagne
- Posizionamento autorizzato (solo spazi comuni)
L’affissione scolastica non è un pacchetto chiuso: è una forma di collaborazione modulabile.
Cosa chiedere a un partner serio
Per valutare una possibile partnership, un Dirigente scolastico può utilizzare questa checklist:
✅ Il contenuto è stato visionato in anteprima?
✅ Il messaggio ha un valore informativo, culturale o di orientamento?
✅ Il soggetto proponente è identificabile e trasparente?
✅ Sono previsti vantaggi documentati per l’istituto?
✅ L’installazione non comporta oneri né rischi per la scuola?
✅ C’è la possibilità di interrompere o rifiutare la collaborazione in qualsiasi momento?
Se la risposta è sì a tutte queste domande, allora la proposta non è pubblicità commerciale, ma comunicazione selezionata.
Conclusione
Ogni giorno i dirigenti scolastici affrontano piccole emergenze con grandi responsabilità.
Trovare soluzioni nuove per sostenere la scuola senza snaturarla è una sfida continua.
Le affissioni scolastiche selezionate, se ben gestite, non rappresentano un compromesso, ma un’opportunità: quella di aprire uno spazio a messaggi utili, generare risorse preziose, mantenere saldo il ruolo educativo dell’istituzione.
Una scuola autonoma non è quella che rifiuta ogni proposta.
È quella che sa valutare, scegliere e far fruttare ciò che è coerente con i propri valori.








