C’è un principio semplice che vale in ogni forma di comunicazione:
chi partecipa, ascolta.
Chi costruisce qualcosa con le proprie mani, la rispetta di più.
E chi si sente rappresentato da un messaggio, ne diventa veicolo naturale.
Nel contesto scolastico questo vale ancora di più.
Gli studenti non vogliono essere bersagli passivi di messaggi – pubblicitari o istituzionali – ma interlocutori attivi, creatori, interpreti.
In questo articolo esploriamo perché e come aprire spazi di co-creazione nella comunicazione scolastica, con esempi e modalità concrete per scuole, enti, aziende e istituzioni.
Perché la co-creazione funziona
Quando uno studente partecipa alla progettazione di un contenuto – che sia un post, una locandina, un video o una presentazione – non solo si sente coinvolto, ma lo comunica meglio agli altri.
Ecco i benefici principali:
- Migliora la qualità del messaggio: chi vive la scuola sa quali parole, immagini e toni funzionano.
- Aumenta la fiducia: il messaggio è percepito come “nostro” e non “imposto”.
- Crea circoli virtuosi: gli studenti coinvolti diventano moltiplicatori spontanei di attenzione e senso.
- È formativo: co-progettare è un’esperienza educativa in sé (soft skill, responsabilità, creatività).
Le 3 principali modalità di co-creazione a scuola
1. Brand ambassador scolastici
Alcuni progetti selezionano studenti (spesso delle classi quarte e quinte) come ambasciatori di un’iniziativa.
Dopo una breve formazione, diventano il punto di riferimento tra promotori e studenti.
Compiti tipici:
- spiegare ai compagni l’iniziativa
- distribuire materiali (digitali o cartacei)
- raccogliere feedback
- contribuire a personalizzare messaggi e formati
💡 Funziona bene per campagne di orientamento, promozione eventi, progetti sociali.
2. Hackathon scolastici
Gli hackathon non sono solo per programmatori.
Oggi sempre più scuole li utilizzano come momento di progettazione collettiva a tempo limitato, per ideare soluzioni su un tema.
Esempi:
- “Come comunicheresti la tua scuola a uno studente esterno?”
- “Crea una campagna anti-bullismo con i tuoi strumenti”
- “Progetta un evento per far conoscere le opportunità post-diploma”
Il coinvolgimento è altissimo, l’output creativo, e spesso le soluzioni proposte dagli studenti diventano campagne reali, con il supporto di partner esterni (comuni, aziende, università).
3. Club creativi scolastici
In alcune scuole sono nati veri e propri club di comunicazione, laboratori in cui gli studenti realizzano:
- contenuti grafici (per bacheche, social, eventi)
- video e brevi interviste
- podcast su tematiche sociali o scolastiche
- micro-campagne interne (sulla sostenibilità, l’inclusione, il rispetto delle regole)
Questi club possono diventare luoghi privilegiati di co-progettazione anche per campagne esterne: un ente o un’azienda può lanciare un brief, e lasciare agli studenti il compito di tradurlo nel linguaggio giusto.
Casi reali di co-creazione riuscita
- Istituto tecnico + ONG culturale: campagna di promozione lettura realizzata interamente da studenti. Risultato: +400 libri presi in prestito in 3 mesi.
- Università + licei artistici: locandine disegnate da studenti per presentare i corsi di laurea. Non uno stile “aziendale”, ma una narrazione giovane, accattivante, credibile.
- Azienda tech + scuole superiori: challenge per raccontare con un reel i vantaggi di uno stage formativo. I video più votati sono diventati parte della campagna ufficiale.
Attenzione: la co-creazione non è “marketing camuffato”
Coinvolgere gli studenti non significa manipolarli o usarli come testimonial inconsapevoli.
Significa costruire con loro contenuti che parlano il loro linguaggio perché nascono dalla loro esperienza.
Per questo motivo è fondamentale:
- essere chiari fin dall’inizio sugli obiettivi
- garantire piena libertà creativa
- riconoscere il merito degli studenti
- evitare ogni forma di sfruttamento dell’immagine personale
- mantenere un confronto costante con i docenti referenti
Conclusione
Se vogliamo che i messaggi rivolti agli studenti siano ascoltati, il passo più efficace è semplice:
chiedere agli studenti di crearli con noi.
La co-creazione non è solo una tecnica comunicativa. È un atto di fiducia, di apertura e di rispetto.
Ed è anche un’occasione per fare scuola con strumenti nuovi, in linea con le competenze trasversali del XXI secolo.
Dare voce agli studenti, oggi, non è un rischio. È un’opportunità.
E chi lo capisce prima, comunica meglio.








